Cantiere del Welfare

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Il Cantiere del Welfare, avviato il 21 novembre 2012 con il workshop "Quali innovazioni sociali per un nuovo Welfare" svoltosi presso la CCIAA di Ravenna, nasce dalla volontà delle cooperative sociali della provincia di Ravenna di affrontare le sfide poste all'organizzazione del Welfare dai nuovi scenari europei e nazionali.

Le cooperative sociali di Ravenna intendono esplorare  nuovi orizzonti e nuove prospettive per rigenerare il valore e la pratica di cosa è pubblico e di come lo si gestisce, mirano a socializzare e aggregare la domanda di nuovi bisogni per poi orientarla verso una nuova offerta "pubblica" costruita in un nuovo e diverso ruolo fra pubblico e privato sociale per dare vita a una nuova forma di mutualità che dall'interno dell'organizzazione si propaga al territorio.

In un contesto, come quello attuale, connotato da una grave crisi finanziaria ed economica, il "sistema cooperativo" ha saputo, "nel breve", rispondere  meglio di altre imprese agli effetti della crisi e alle conseguenti ricadute sociali in termini di occupazione e coesione sociale. Questo grazie alla struttura resiliente della cooperazione intesa come somma di capacità di adattamento attivo e flessibile, funzionale per adottare nuovi comportamenti una volta che si è appurato che i precedenti non funzionano.

Nonostante ciò, il perdurare della crisi e i suoi effetti sul tessuto sociale ed economico dei territori ci impongono di interrogarci sull'approccio e sulle modalità del nostro agire come catalizzatori dei bisogni diversi e articolati espressi, oltre che dalle componenti più deboli della popolazione che stanno aumentando in maniera preoccupante, da altri attori economici e sociali e dalle pubbliche amministrazioni.

In questo scenario di complessa e difficile lettura appaiono ineludibili alcuni orientamenti per l' azione:


  • la  creazione di networking territoriali.
  • l'ascolto dei bisogni di servizi e di partecipazione dei cittadini.


La riflessione del "Cantiere del Welfare" dovrà collocarsi dentro queste direttrici e su nuovi patti e collaborazioni tra pubbliche amministrazioni/organizzazioni non profit/cittadini capaci non solo di rendere maggiormente efficienti ed efficaci i servizi di pubblica utilità storicamente presidiati dal modello tradizionale di Welfare State, ma anche per individuare ed erogare servizi in campi nuovi.